Tre curiosità verso “Viaggi di carta e note”: De André-Angiolieri, una collaborazione ultrasecolare

Musica e letteratura che si intersecano e si accompagnano per valorizzare le parole: un connubio che affonda le sue radici nel passato. Basti pensare che De André ha musicato una poesia medievale… Voi lo sapevate?

Se Cecco Angiolieri non è per voi un nome totalmente sconosciuto, allora vuol dire che avete ancora reminiscenze – più o meno ampie – della letteratura di epoca medievale. E se vi ricordate addirittura che “S’i fosse foco” è uno dei testi più celebri del poeta toscano, allora vuol dire che siete stati proprio dei bravi studenti. Che il titolo del sonetto vi richiami alla mente qualcosa o no, probabilmente negli anni scolastici sarete stati costretti ad impararlo a memoria; se aveste saputo che uno dei più grandi cantautori italiani ha fatto di “S’i fosse foco” un brano musicale, forse avreste avuto meno difficoltà a memorizzare il testo.

Stiamo parlando di Fabrizio De Andrè, che nel 1968 ha deciso di instaurare una collaborazione particolare, perché “a distanza”; ma a distanza di sei secoli e mezzo. Il brano, contenuto nell’album “Volume III”, non è altro che il sonetto integrale di Cecco Angiolieri messo in musica.

Probabilmente Faber ha trovato nelle parole del Cecco uno spirito che condivideva e che, di fatto, è stato fulcro di gran parte della sua produzione: rabbia, ribellione, imprecazione, desiderio di distruggere gli schemi precostituiti e i rapporti convenzionali.

De André ha prestato la sua musica e la sua voce al poeta di origine senese e ha realizzato un connubio da brividi tra musica e letteratura. Se fossimo al Festival di Sanremo, annunceremmo la canzone così: “S’i fosse foco” di Cecco Angiolieri, canta Fabrizio De André.

Di seguito, il testo della poesia e il video della canzone.

S’i fosse foco” – Cecco Angiolieri 

S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;

s’i’ fosse papa, serei allor giocondo,
ché tutti cristïani embrigarei;
s’i’ fosse ‘mperator, sa’ che farei?
a tutti mozzarei lo capo a tondo.

S’i’ fosse morte, andarei da mio padre;
s’i’ fosse vita, fuggirei da lui:
similemente faria da mi’ madre,

S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.

 

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Feliciana Mascolo

“Devi cambiare d’animo, non di cielo”: la frase che mi ripeto più spesso quando mi viene voglia di scappare; ma restare mi piace di più. Credo nelle radici anche quando meriterebbero di essere estirpate. Il mio primo amore è stato – ed è – il calcio. A 14 anni ho iniziato a seguire il Sant’Antonio Abate, prima da appassionata e poi da addetto stampa: Eccellenza, serie D, Eccellenza e continua a leggere