La Notte dei Leoni: un piccolo contributo per un grande risultato
I risultati della (anche nostra) “Notte dei Leoni”: tra sport e solidarietà, raccolti oltre 220mila euro dalla serata magica allo Stadio Maradona
Lo scorso 26 maggio anche noi di Tutta n’ata storia abbiamo partecipato a “La Notte dei Leoni”, il grande evento benefico andato in scena allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli. Lo abbiamo fatto scendendo letteralmente in campo nel pre-serata e vivendo dagli spalti una partita che ha unito sport, emozione e solidarietà. Il tutto, facendoci accompagnare da un’altra realtà abatese, a cui siamo molto legati: l’Associazione La Luce.
A distanza di qualche settimana, la conferenza finale di diffusione dei risultati ci consegna il senso pieno di ciò che è stato. E ci fa piacere raccontarlo perché dentro quei numeri c’è anche una piccolissima parte del cammino fatto insieme a chi ha scelto di acquistare il biglietto passando da noi, di esserci, di dare fiducia a un’iniziativa che fin dall’inizio aveva un obiettivo chiarissimo: trasformare una grande festa popolare in un gesto collettivo di bene.
Una serata di calcio, memoria e solidarietà
Ne “La Notte dei Leoni” in campo si sono sfidati campioni capaci di parlare a generazioni diverse di tifosi: da Lavezzi a Zola, da Sosa a Careca, da Calaiò a Alemao; per non parlare del ritorno in campo del magico trio Mertens-Insigne-Callejon e dei videomessaggi degli indimenticati Cavani e Hamsik. Il tutto, a sostegno di due cause: la ristrutturazione del teatro dell’Istituto Penale per i Minorenni di Nisida, storico spazio educativo e culturale, e il sostegno alla Fondazione Santobono Pausilipon. Ma l’evento ha avuto anche una dimensione più larga: quella di una rete di scuole, associazioni, realtà sportive e organizzazioni campane coinvolte in prima persona.
Il nostro contributo, nel nostro piccolo
Per Tutta n’ata storia, partecipare ha significato esserci in due modi. Da un lato vivendo un momento bellissimo e simbolico, con la possibilità di sfilare sul terreno di gioco nel pre-evento dedicato agli enti coinvolti, insieme all’Associazione La Luce; dall’altro contribuendo alla diffusione dell’iniziativa, alla vendita dei biglietti e alla promozione della raccolta fondi parallela. Un modo per sentirsi parte di qualcosa che ci piace: le occasioni che uniscono divertimento e attivismo, che non si esauriscono nello spettacolo ma provano a lasciare una traccia.
I numeri finali di quanto è stato raccolto
Il dato più importante emerso dalla conferenza conclusiva è quello della raccolta fondi complessiva: 227.055 euro. Una cifra importante, che racconta bene la forza di una serata capace di coinvolgere migliaia di persone dentro e fuori lo Stadio. Anche la risposta del pubblico è stata importante: si sono registrate 48.771 presenze allo Stadio Maradona, come nelle migliori partite di Campionato e Champions League.
A questo si aggiunge l’eco digitale della manifestazione: secondo i dati diffusi dagli organizzatori, post, reel e stories dell’evento hanno raggiunto circa 22 milioni di visualizzazioni e interazioni. Un elemento che conta, perché oggi la capacità di una iniziativa di generare attenzione, racconto e condivisione è parte integrante del suo impatto.
Perché lo raccontiamo
Abbiamo voluto riportare questi risultati non per attribuirci meriti che non ci spettano, ma per una ragione molto più semplice: per ricordare che anche una piccola collaborazione contribuisce a raggiungere un importante obiettivo.
Per una realtà piccola come la nostra, partecipare a iniziative del genere significa dimostrare concretamente che il cambiamento passa dalla capacità di connettersi, di collaborare, di mettersi a disposizione con quello che si ha. Il nostro è stato un contributo piccolo. Ma siamo felici che abbia fatto parte di un risultato così grande.

“Devi cambiare d’animo, non di cielo”: la frase che mi ripeto più spesso quando mi viene voglia di scappare; ma restare mi piace di più. Credo nelle radici anche quando meriterebbero di essere estirpate.
Il mio primo amore è stato – ed è – il calcio. A 14 anni ho iniziato a seguire il Sant’Antonio Abate, prima da appassionata e poi da addetto stampa: Eccellenza, serie D, Eccellenza e continua a leggere

