ELEZIONI ABATESI: intervista al candidato Antonino D’Auria

La seconda ed ultima intervista ai candidati alla carica di Sindaco di Sant’Antonio Abate, per il nostro speciale sulle elezioni amministrative, ha come protagonista Antonino D’AuriaQuali sono i nuovi progetti previsti dal suo programma elettorale? Cosa pensa di temi caldi come scuola e PUC? Qual è il suo pensiero sulla politica? Scopriamolo! 

Antonino D’Auriagià noto sulla scena politica in ambito locale e nazionale, è uno dei tre candidati alla carica di sindaco di Sant’Antonio Abate. In una lunga chiacchierata, ha risposto ad ognuna delle nostre domande per lo speciale “Elezioni abatesi 2019″D’Auria ha già ricoperto, dal 2004 al 2008, il ruolo di primo cittadino abatese; oggi, si presenta alle elezioni sostenuto da un’unica lista: “Per D’Auria sindaco. Lo abbiamo intervistato per approfondire le proposte del suo programma elettorale e tanto altro. 

Il suo nome era già circolato prima della campagna elettorale come possibile rappresentante dell’uscente maggioranza. È un’eventualità che aveva realmente considerato? E se sì, perché ha poi scelto di schierarsi da solo, considerando anche i suoi anni di assenza dalla scena politica abatese? 

C’è stato qualche incontro molto a latere, non tale da potermi spingere a candidarmi con la maggioranza o meno. Ho deciso di scendere in campo una volta visti i due aspiranti sindaci. Le liste di entrambi contengono nomi della precedente amministrazione che, negli ultimi dieci anni, mi è parsa assente su diverse principali problematiche riguardanti il paese. La spinta è venuta dalla forte passione che nutro per il nostro territorio e per la politica, cui ho dedicato la vita: a Roma ho avuto ruoli di rilievo e l’onore di stare a Palazzo Chigi, Camera e Senato. Sono stato un dirigente e questo mi permette di mettere a servizio del paese una vera esperienza tecnico-amministrativa. Sono già stato sindaco e ho avviato, con la mia amministrazione, molte delle cose che si sono realizzate “oggi”; credo di poter dare un contributo forte al cambiamento.  

Ha fatto riferimento alla sua precedente esperienza da sindaco, terminata prima della fine del mandato. Potremmo dire che lei ha già avuto la sua occasione per amministrare S. Antonio Abate. Perché, allora, oggi gli elettori abatesi dovrebbero sceglierla ancora?  

Ho dimostrato, in quei circa quattro anni da sindaco, che il mio non è un interesse personale. Ho fatto il sindaco dei cittadini e per i cittadini, senza classificarli di serie A o B. Sono stato attento nel mettere in campo le mie conoscenze per avviare tutte le attività che mancavano al paese. Sono stato ad un passo dall’attuazione del PUC e, lo dico con orgoglio, non ho permesso a nessuno di tirarmi per la giacca, perché tali strumenti devono riguardare l’interesse generale e non del singolo. Sono stato sindaco a tempo pieno e ho cominciato il cambiamento partendo dall’ordine e dal rispetto all’interno del comune, che deve essere l’interfaccia tra amministrazione e cittadini. Arrivò la sfiducia, è vero, ma improntata sul niente. Purtroppo, la politica è fatta di voti e dovetti accettare di avere contro anche persone elette nelle mie liste.  

Lei ha apertamente chiesto un incontro pubblico con gli altri candidati, per informare la cittadinanza circa le posizioni di ciascuno. Ma, a differenza dei suoi avversari, sembra aver cercato con meno insistenza il confronto diretto con gli elettori. C’è una precisa linea di pensiero nel preferire un dibattito tra avversari anziché una campagna elettorale “porta a porta”?  

Avrei voluto un confronto pubblico perché in campagna elettorale si dicono molte fandonie solo per accattivarsi gli elettori. Il confronto avrebbe reso più facile per i cittadini assumere la consapevolezza che certe proposte sono, da un punto di vista amministrativo o tecnico, impossibili; avrebbero potuto valutare chi ha davvero esperienza e capacità necessaria per essere un sindaco. Non mi piace criticare gli avversari, per questo prediligo il confronto. Sto facendo campagna elettorale come ho fatto altre volte. Sono stato consigliere già a vent’anni e conosco iporta a portaPosso assicurare che, dal mio punto di vista, ha peggiorato il rapporto cittadino-amministrazione, perché invece di parlare dei problemi reali e concreti del paese si parla di ben altre cose. Non è la politica che bussa alle porte, ma altri fattori.  

Veniamo ora al suo programma elettorale, lei propone la trasformazione di S. Antonio Abate in Smart City, “città intelligente 4.0”. Come intende iniziare questo percorso evolutivo? 

Negli ultimi dieci/quindici anni si è avuta un’epocale trasformazione tecnologica che ha coinvolto anche gli enti locali. Siamo già in ritardo sul cambiamento e bisogna stare al passo coi tempi per essere all’altezza del compito. Intendo iniziare dall’interno del comune preparando i dipendenti su quanto di nuovo è venuto fuori negli ultimi anni. Il percorso evolutivo sarà garantito tramite la formazione e l’aggiornamento tecnologico degli impiegati, ma partirà da regole semplici ed elementari: bisogna, innanzitutto, mettere un po’ d’ordine assicurando sempre la presenza degli impiegati stessi allo sportello che gli compete. 

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Marzia Mascolo

La più realista tra i sognatori, la più disfattista degli ottimisti. Una perfezionista, dicono in molti. Futuro architetto, innamorata dell’arte in ogni sua forma. Mi piace osservare, scovare il dettaglio sfuggito al primo sguardo. Camminare a testa alta, perché ho imparato che la prospettiva sa cambiare di continuo e - con gli occhi bassi - si perde tanta bellezza 
L’università mi ha trasformata in continua a leggere