3 curiosità (+1) sulla Festa del 2 giugno

Il 2 giugno ricorre la Festa della Repubblica Italiana. Rappresenta una delle celebrazioni più importanti del nostro calendario e conta numerose manifestazioni patriottiche che hanno luogo in tutte le principali città della penisola. Eppure, non tutti sanno che, dietro la festività, si celano curiosità e aneddoti intriganti, alcuni dei quali rimasti ignoti fino a pochi anni fa. Ne abbiamo raccolti alcuni per voi.

Chi ha introdotto la festa del 2 giugno?

Il 2 giugno 1946 è la data in cui, dopo ben 22 anni di regime, si tenne il referendum che chiamò gli Italiani a scegliere la forma di Stato, Monarchia o Repubblica. Il risultato è noto a tutti. In realtà, pochi sanno che il voto si tenne anche nella giornata del 3 giugno e che fu il primo della storia italiana ad essere a suffragio universale (parteciparono tutti i cittadini italiani maggiorenni di ambo i sessi). 

Nonostante i risultati vennero resi noti soltanto il 10 giugno – e quindi, il primo giorno di vita della neonata Repubblica Italiana fu l’11 giugno – si decise fin dal 1947 di celebrare la Festa il giorno dell’anniversario del referendum e non della proclamazione. 

Sempre il 2 giugno?

Non sempre. Dal 1977 al 1999, a causa della crisi economica della fine degli anni ‘70, la celebrazione fu spostata alla prima domenica di giugno, in modo da non far perdere alcun giorno di lavoro. Tuttavia, nel 2001, su impulso del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, la ricorrenza nazionale ha abbandonato lo status di festa mobile, riassumendo la sua collocazione in un giorno simbolo come il 2 giugno. 

La macchina presidenziale 

Anche se quest’anno la parata militare sarà drasticamente limitata per le ragioni di contenimento del contagio da coronavirus, il cerimoniale tradizionale prevede che il Presidente della Repubblica, dopo la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto, passi in rassegna i reparti militari a bordo della scura Lancia Flaminia presidenziale. Si tratta di un veicolo costruito in soli 5 esemplari e disegnato da Pininfarina – su richiesta del Presidente Giovanni Gronchi – in occasione della visita ufficiale della Regina Elisabetta, nel 1961. Delle 5 vetture, una risulta ceduta all’Esercito Italiano, un’altra è conservata al Museo dell’Automobile di Torino e due sono usate come auto ufficiali dal Presidente della Repubblica. Della quinta Flaminia risultano, però, perse le tracce. Secondo alcune congetture, si troverebbe a Buckingham Palace: la Regina Elisabetta in persona avrebbe fatto desiderio di possederne una nel suo garage. Difficile resistere allo stile italiano…

Quella foto famosa 

È “il volto della Repubblica Italiana”: la celebre foto, scattata dal fotografo Federico Patellani, ritrae una donna sorridente che fa capolino dalla prima pagina del Corriere della Sera, all’indomani del referendum del 2 giugno. Per oltre 70 anni, la foto è stata utilizzata come emblema della svolta repubblicana, simbolo di libertà e di partecipazione femminile. Eppure, soltanto nel 2016, grazie alle ricerche del giornalista Mario Tedeschini Lalli, a quel volto è stata attribuita un’identità. L’autore della foto era morto nel 1977 senza lasciare alcuna informazione a riguardo. L’unico indizio a disposizione era che lo scatto era stato pubblicato il 15 giugno 1946 sulla copertina del settimanale Tempo. Scavando negli archivi, Tedeschini Lalli ha scoperto che la giovane donna non era una semplice modella assunta per l’occasione, ma un’impiegata del quotidiano Avanti!. Si chiamava Anna Iberti, all’epoca 24enne e futura moglie del giornalista Franco Nasi, cronista dello stesso giornale. I due, infatti, secondo il racconto delle figlie, convolarono a nozze nel 1948. 

 Il mistero (svelato) della foto, riportata su libri scolastici, manifesti politici e riviste, si intreccia così con la storia del giornalismo e dell’Italia intera. Quel volto sorridente incarnava le speranze di un popolo che bramava la rinascita dopo la guerra e il fascismo. Ieri come oggi, il sorriso di Anna Iberti intercetta la voglia di riscatto e il desiderio di voltare pagina dopo un periodo terribile. E, ancora oggi, riesce ad unire gli Italiani. 

Pietro D'Ambrosio

Classe 1995 e svariati sogni nel cassetto. Diritto, politica e astronomia sono le mie passioni: razionale al punto giusto, nel tempo libero mi lascio affascinare dall’infinito. Passerei intere giornate a leggere classici perché in uno vi ho letto che “la bellezza salverà il mondo”. E ci credo follemente.