“Caravaggio enigma”: l’altro lato di Caravaggio 

Milano, 1576. Un bambino che gioca coi fratelli rischia di annegare nello stagno vicino casa, per ottenere le attenzioni della madre finge di essere morto, e per un attimo lo fu. Ma al suo ritorno dal regno dei morti porta qualcosa con sé… la peste. O almeno così pensa Lucia Merisi, madre del bambino.  

Con questa descrizione di un evento che lo tormenterà a vita, presente nei colori scuri delle sue tele e negli incubi notturni, si apre Caravaggio enigma, primo romanzo della trilogia di Alex Connor dedicata a Michelangelo Merisi da Caravaggio e all’influenza che la sua arte ha avuto sugli altri pittori, come la giovane Artemisia da Gentileschi. 

Il thriller tratta ogni aspetto della vita del pittore, dall’infanzia all’esilio a Roma, fino alla sua fuga dalla città santa. Molto più di una semplice biografia, è un’attenta analisi del rapporto tra il pittore, la sua arte e i suoi amori.
Largamente descritta è la figura femminile, partendo dalla madre stessa. Lucia è sempre stata timorata di Dio e, credendo che la peste sia una punizione divina per lo scherzo del figlio, lo allontana emotivamente sempre più, sebbene non smetta mai di prendersi cura di lui; a differenza della marchesa Costanza Colonna, moglie di Francesco I Sforza, protettore della famiglia Merisi.  

Molto legato alla marchesa, forse unica donna che abbia mai rispettato, Caravaggio si appassiona all’arte proprio nel palazzo degli Sforza vedendo le varie opere che decorano i saloni. Solo grazie all’aiuto finanziario di Costanza, che decide di provvedere all’economia della famiglia Merisi in seguito alla morte del padre dell’artista, può intraprendere gli studi d’arte a Milano. 

Non mancano i riferimenti a Beatrice Romano, sgualdrina milanese che, dopo essere stata sua modella, inizia una relazione col pittore. 

Gran parte del romanzo si svolge a Roma, dove Caravaggio conosce l’unica persona capace di allontanare gli incubi solamente standogli accanto: Minniti, giovane pittore siciliano coinquilino e, spesso, modello di Caravaggio. Protagonista di molti quadri come Fanciullo col Canestro di frutta e il Bacco. Fra i due nasce un rapporto molto più forte dell’amicizia, visibile nella sensualità con cui il ragazzo è rappresentato nei dipinti, un amante più che un amico, l’unico in grado di calmare il pittore, sempre più frustrato per i fallimenti. 

Grazia ai Musici Caravaggio entra nelle grazie del cardinale Del Monte, vivendo con lui a palazzo Madama un periodo di pace e tranquillità che, purtroppo, non dura molto. L’indole bellicosa di Caravaggio cresce sempre più, costandogli la perdita del suo mecenate, lunghi periodi di prigionia a Tor di Nona e la perdita della fama.  

Nemmeno l’attrazione per la cortigiana Fillide lo aiuta a calmarsi. Ispirazione e provocazione per Caravaggio, i due avranno una storia diversa da ogni altro rapporto che l’artista ha avuto finora. Non c’è disprezzo, come con la madre, non c’è il rispetto per una donna di una condizione più elevata, né la vede come una figura materna come la marchesa Colonna, non c’è l’amore che lo univa a Minniti. C’è un amore nuovo, fatto di desiderio, un amore destinato a fallire. Un amore che, insieme ad altri eventi, lo porterà a compiere un gesto drammatico, per il quale il pittore sarà costretto a fuggire da Roma, lasciando lì Cecco, ragazzo con cui Caravaggio vivrà gli ultimi mesi a Roma, assistente e, occasionalmente, modello, come in Amor vincit omnia, quadro che lo riporterà momentaneamente al successo. 

Caravaggio enigma non è solo la visione dell’amore di Caravaggio, ma anche dell’amicizia con Onorio Longhi e Orazio Gentileschi; dell’odio verso i suoi rivali, soprattutto verso Giovanni Baglione, caratterialmente e artisticamente opposto a Caravaggio; dell’influenza che l’arte caravaggesca ha avuto sui giovani pittori, come Artemisia Gentileschi, spinta dall’amico del padre a intraprendere la carriera artistica e a “lasciare il segno” sulla Morte della Vergine. 

Un romanzo quasi del tutto storicamente accurato, dedicato a Michelangelo Merisi da Caravaggio, uno dei più grandi pittori della storia italiana, che non vuole mettere in luce solamente il lato aggressivo del pittore, artefice di omicidi, ma che vuole sottolineare il lato compassionevole dell’artista, capace di amare. Una lettura perfetta per gli appassionati di arte o di romanzi storici, ma piacevole anche per chi non lo è. 

 

Anna Pia Mascolo

Sono Anna Pia e sono una studentessa che sogna in grande. Forse questo mio “difetto” è una conseguenza del fatto che legga molto; penso che, citando Tyrion Lannister, “la mente dipende dai libri come la spada dall’affilatura”, per questo leggo. Di tutto. Dai romanzi storici ai fantasy, senza sdegnare i romanzi neri o gialli. Non ho un libro preferito ma ce ne sono molti che rileggerei volentieri, continua a leggere