Ass. Esposito: “Piazza? Ecco quando riaprirà. Ma ci sono altre novità!”

A che punto sono i lavori di riqualificazione della piazza Don Mosè Mascolo, dopo il ritrovamento archeologico dello scorso febbraio? Lo abbiamo chiesto all’assessore con delega al progetto, l’arch. Carmen Esposito.

 “Quando finiranno i lavori in piazza?“: è sicuramente questa una delle domande più sentite negli ultimi mesi a Sant’Antonio Abate. Molti si interrogano sull’andamento dei lavori: subirà ulteriori variazioni in seguito ai ritrovamenti archeologici? Tanti, poi, vorrebbero sapere se l’amministrazione ha altri interventi in programma prima della fine del suo mandato. Per rispondere a tutte queste domande, abbiamo deciso di intervistare l’assessore delegato ai lavori e co-progettista della nuova piazza, l’arch. Carmen EspositoGuardate un po’ cosa ci ha detto: non solo piazza, sono anche altre le novità in cantiere.

I lavori per il restyling della piazza, come annunciato, dovevano terminare a breve. Il ritrovamento dei resti archeologici ha prolungato i tempi e cambiato il progetto: in cosa consisteranno le modifiche da apportare?

Proprio ieri abbiamo ricevuto l’ultimo aggiornamento da parte della Soprintendenza: abbiamo avuto l’autorizzazione per risotterrare una parte dei resti. Non tutta l’antica strada, infatti, verrà lasciata a vista per ragioni tecniche: vi è la presenza di fognature e di una vasca per la raccolta delle acque, elementi postumi alla costruzione della strada, che non rappresentano reperti di valore storico, ma solo interferenze. Non dobbiamo, però, immaginare che semplicemente la risotterreremo: la strada sarà coperta anche da TNT (tessuto non tessuto) e da 50 cm di inerti che fungeranno da isolante; l’operazione si concluderà tra oggi e domani.

Entro quando i cittadini potranno utilizzare la nuova piazza?

La parte della piazza che non include l’antica strada, dal punto di vista di impianti, sottoservizi e altro,  è già completa. Così come già c’è il getto di calcestruzzo, base su cui nella prossima settimana sarà montata la pavimentazione. In circa 20-30 giorni, stando alla tabella di marcia che stiamo rispettando anche grazie al celere lavoro della ditta, contiamo di restituire ai cittadini l’80% della piazza, che sarà quella, poi, dove verranno installati tutti i servizi (verde, panchine…). Speriamo di riuscire ad inaugurarla per Pasqua. Tempi e trattamenti diversi, invece, riguarderanno la parte comprendente lo scavo archeologico.

 

La variante al progetto per la valorizzazione della strada romana cambierà anche il piano economico? 

Certo. Il progetto a sé della piazza, come redatto, va avanti nonostante alcune modifiche per sopraggiunti imprevisti. L’operazione di portare alla luce e valorizzare i resti archeologici avrà, invece, una progettazione e un quadro economico a parte, che non rientrano nel piano economico iniziale.
Molto dipenderà da come si deciderà di valorizzare la parte di strada romana che rimarrà visibile. Si tratta di uno spazio di circa 6 metri, secondo il preliminare approvato dalla Soprintendenza. Nei prossimi giorni, inoltre, ci saranno degli incontri con la Città Metropolitana di Napoli per richiedere appositi finanziamenti, in modo da cercare di abbreviare i tempi e completare in toto e quanto prima la nuova piazza.

A proposito del tratto di strada romana che resterà visibile, già si è pensato a come coprirlo?

I resti archeologici dell’antica strada romana

L’idea sarebbe quella di utilizzare una lastra di vetro, soluzione esteticamente bella e auspicata dalla maggior parte delle persone; ma tecnicamente ha i suoi contro, manutenzione e costi su tutti. L’alternativa è realizzare una ringhiera che permetta l’affaccio sui resti. È tutto ancora in forse, seguiranno specifiche valutazioni in merito.

Inizialmente alcuni, forse non pienamente consci dell’importanza storica della scoperta, hanno suggerito di risotterrare l’intera strada: perché, secondo lei, c’è chi pensa ciò? Come e cosa fare per rendere i cittadini consapevoli del valore del ritrovamento?

Sì, all’inizio la reazione generale è stata quella di considerare la scoperta della strada quasi come una maledizione, a causa della quale i lavori non sarebbero terminati quando previsto. Ne ho sentite tante; qualcuno ha anche insinuato che l’amministrazione avesse organizzato tutto, che già sapesse della presenza del reperto, in modo da poterlo utilizzare come giustificazione per allungare i tempi dei lavori e arrivare a ridosso della campagna elettorale.
Con pazienza, abbiamo cercato di rispondere a tutti. Con la giornata di “apertura” sugli scavi organizzata dal Comune (“Una finestra sulla strada”) e il servizio andato in onda sul Tg3 Regionale – che ha avuto risonanza anche nei paesi limitrofi – abbiamo provato a far capire che il ritrovamento è stato un’opportunità e non un ostacolo. Per il resto, stiamo dimostrando di rispettare il cronoprogramma dei lavori: è slittato di un solo mese, per lo scavo archeologico e per alcuni imprevisti in fase d’opera; ma il grosso è fatto. Un mese di stop sì, ma per una scoperta archeologica che sarà un patrimonio per il presente e per il futuro dei cittadini abatesi.

In un’intervista precedente, nell’ambito dell’approvazione del nuovo P.U.C., ci aveva riferito che erano in programma altri interventi di decoro urbano per la fruibilità degli spazi pubblici da parte di tutti: quanto e cosa si sta facendo, oltre la piazza? 

Stiamo lavorando ad un progetto di riqualificazione dell’area Consan (vicino lo stadio comunale, n.d.r.), approvato in via preliminare dalla giunta comunale a novembre 2018. Vogliamo realizzare un “polmone verde” per la città, che sia anche una vera e propria palestra a cielo aperto: un parco naturale con attrezzature sportive accessibili a tutti, diversamente abili compresi. Vogliamo donare un’opera del genere ad una zona periferica che non dispone di grossi servizi e di punti di aggregazione. Con un progetto presentato alla Città Metropolitana di Napoli abbiamo ottenuto circa 8.000 € per la ripiantumazione dell’area. Un finanziamento ministeriale di 100.000 €, invece, servirà per realizzare interventi di riqualificazione di attrezzature comunali che si concentreranno proprio in quella zona.  All’inizio del mese di maggio dovremmo aver definito la ditta responsabile dei lavori, che poi partiranno. Per altri interventi altrove, si sta lavorando.

Tornando alla piazza, si sta già pensando ad un evento per la prossima inaugurazione o ad iniziative volte a valorizzare la scoperta archeologica? 

Quello che posso dirvi al momento è che sicuramente ci sarà una manifestazione per la riapertura della piazza che sarà una festa cittadina. In quell’occasione non mancherà un focus sulla strada romana: probabilmente, verranno installati pannelli che raccontino la storia e gli altri dettagli. Manca poco: con i lavori eseguiti restituiremo a Sant’Antonio Abate una piazza che sia luogo di aggregazione e vero centro del paese.

Gabriele Cesarano

Sono Gabriele, studio architettura nella splendida cornice di Napoli e scrivo per Tutta N'ata storia insieme ad un gruppo di amici ormai da un bel po', nella convinzione di riuscire a reinventarsi sempre, nonostante tutto. Questa esperienza è nata quasi per caso ed insieme a tante altre ha fatto di me la persona che sono oggi, una persona diversa da ieri e anche da domani, che non vuole mai smettere di crescere e di imparare continua a leggere