“SE IO AVESSI PREVISTO TUTTO QUESTO…”: IL RACCONTO DELLA CANZONE D’AUTORE A SANT’ANTONIO ABATE

Avete mai pensato di ascoltare musica insieme ad altri?
La musica andrebbe condivisa. Organizzare un’esperienza di ascolto collettivo è una cosa che, purtroppo, dalle nostre parti non si usa fare.
Ecco perché all’ Ass. Musicale “il trillo parlante”, operante sul territorio grazie ad una scuola di musica in Via Salette, è venuto in mente di creare “Se io avessi previsto tutto questo…”.
Riunirsi per poter discutere di artisti, confrontarsi e poter scoprire curiosità è un’idea che a noi di “Tutta n’ata storia” è piaciuta talmente tanto che abbiamo deciso di collaborare alla realizzazione di questo evento e quindi di questa serie di appuntamenti.

Per il momento sono previsti quattro incontri su quattro dei grandi nomi della musica e del cantautorato italiano: Fabrizio De André, Adriano Celentano, Pino Daniele e Niccolò Fabi.
Si parte Venerdì 22 dicembre con Fabrizio De Andrè: il cantautore per eccellenza.
Quello a cui pensi quando ti dicono “cantautorato italiano”.
Un artista dalle mille sfaccettature, ancora poco conosciuto tra i più giovani.
Ci sarà un bel po’ da dire su uno dei cantautori che ha cambiato, inesorabilmente, le sorti della musica italiana. Un uomo che oltre alle canzoni, ha saputo lasciare impressa una vera e propria filosofia. Un artista che merita un’esperienza di ascolto e di condivisione come quella organizzata Venerdì 22 dicembre.

Vi aspettiamo nella sede de “Il trillo parlante” in Via Salette 15.
Ci saremo anche noi e vi assicuriamo che ci sarà, oltre alla buona musica, n’ata storia da raccontare!

Questo l’evento facebook della rassegna: Se io avessi previsto tutto questo.

Mariasofia Mucci

"In direzione ostinata e contraria" come Fabrizio De André.  Ascolto troppi dischi, vado a molti concerti e riverso le mie sensazioni su fogli Word scritti in Helvetica. La mia musica è sempre lì: tra i miei abissi e le mie montagne, pronta ad accogliermi come un vinile di Chet Baker. Faccio liste che lascio sparse in giro per casa, perché mi aiutano a mettere in ordine i pensieri, le idee e i film che devo assolutamente vedere prima di morire. Mi piacciono: la politica che mi fa sentire viva, le storie dei matti e le storie folli, i luoghi abbandonati, Kurt Cobain, la violenza sul grande schermo, i tatuaggi, i nei, il mare d’inverno, l’Islanda e l’Africa, il numero 7 che mi ricorda che ci si può dedicare una vita intera alle passioni, Peaky Blinders e Vikings, la mia Albania, perdermi tra le Chiese e i vicoli di Napoli, l’orgoglio che ci metto nel dire che sono del Sud, il giradischi che ho comprato lavorando per qualche mese ad Amnesty International e la mia (ancora piccola) collezione di vinili.

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