Festival della solidarietà: il weekend di “Braccia aperte” al Pompei Lab

Dal 21 al 23 giugno ritorna il “Festival della solidarietà” al Pompei Lab, la manifestazione organizzata da “Braccia Aperte” che, quest’anno, attraverso musica e animazione ha l’obiettivo finale di creare un centro di formazione in Burkina Faso. 

Da venerdì 21 giugno a domenica 23 ritorna il “Festival della solidarietà”, organizzato dall’associazione di volontariato “Braccia Aperte”, una delle realtà dell’agro-nocerino, che per la sua ottava edizione si sposterà al Pompei Lab, dopo essersi sempre tenuta ad Angri. 

COME OPERA “BRACCIA APERTE”? 
Ma cosa fa “Braccia Aperte”? La Onlus si propone di svolgere attività di solidarietà sociale, di cooperazione e di sviluppo, volte a migliorare le condizioni di vita delle fasce deboli sia in Italia, ma anche e soprattutto nei quartieri e nei villaggi dell’Africa Occidentale, territorio in cui l’associazione opera, riuscendo a dare un contributo significativo a piccole realtà locali. 
È proprio per l’Africa che nasce il “Festival della solidarietà”: musica, spettacoli teatrali, mercatini e area food, il tutto per coinvolgere chiunque nella realizzazione di un obiettivo comune (che cambia di anno in anno), verso la sensibilizzazione a tematiche del genere. 

L’OBIETTIVO
Scopo finale della manifestazione di quest’anno è la creazione di un centro di formazione per l’attivazione di corsi per ragazzi in gravi situazioni di disagio a Ouagadougou, capitale del Burkina Faso. Inoltre, è prevista la scolarizzazione di 25 bambini nel quartiere di Goughin e l’acquisto di derrate alimentari da destinare ad alcuni orfanotrofi in Burkina Faso, in Togo e nel Benin
Vi sembrano obiettivi irraggiungibili? Dovete sapere che anche lo scorso anno la meta prefissata sembrava difficile da raggiungere: la costruzione di un pozzo in circa quindici villaggi del Burkina Faso.
Eppure, grazie al contributo  sostanziale di tantissimi partecipanti, l’associazione è riuscita nel suo intento, riuscendo a portare acqua potabile a circa tremila persone.
Dunque, è chi partecipa a decretare il successo o meno degli obiettivi del Festival. Ci avevate mai pensato che potevate aiutare a costruire pozzi o centri di formazione in Africa solo partecipando ad una festa?  

IL PROGRAMMA 
Le serate saranno animate da tre concerti diversi, con artisti sensibili a tematiche del genere: si parte venerdì 21 con Piotta, il rapper romano conosciuto per la sua “Supercafone”; nella stessa sera si esibiranno PeppOh altro rapper, ma napoletanissimo, e Sandro Joyeux, artista italo-francese che vanta anche una collaborazione con Bennato
Si prosegue, poi, sabato 22 con una serata all’insegna del rock e delle nuove sperimentazioni. Sul palco:  Diaframma, il gruppo new wave più famoso d’Italia; Costiera, la band di Cava de Tirreni entrata col nuovo singolo nella Viral50 di SpotifyFreudbox, il progetto casertano “pop-elettronico malinconico, ma non troppo.
Domenica 23infine, al “Festival della Solidarietà” arriva il teatro, seguito poi da vari dj set. Solo per sabato 22 e domenica 23dalle 10 del mattino il Pompei Lab si trasformerà in uno spazio per i più piccoli: per loro giochi, animazione e divertimento assicurato! 

Un evento a cui sicuramente non si può mancare, per la causa e per quello che rappresenta “Braccia Aperte”: la speranza che ci è rimasto ancora un briciolo di umanità, in un periodo storico che sembra proprio averne bisogno!  

#SAVETHEDATE
21-23 giugno 2019
Pompei Lab, Via Astolelle, 112
Festival della Solidarietà 
INFO & CONTATTI: pagina ufficiale evento

Mariasofia Mucci

"In direzione ostinata e contraria" come Fabrizio De André.  Ascolto troppi dischi, vado a molti concerti e riverso le mie sensazioni su fogli Word scritti in Helvetica. La mia musica è sempre lì: tra i miei abissi e le mie montagne, pronta ad accogliermi come un vinile di Chet Baker. Faccio liste che lascio sparse in giro per casa, perché mi aiutano a mettere in ordine i pensieri, le idee e i film che devo assolutamente vedere prima di morire. Mi piacciono: la politica che mi fa sentire viva, la violenza sul grande schermo, le storie dei matti e di folli omicidi, i luoghi abbandonati, Kurt Cobain, i tatuaggi, i nei, il mare d’inverno, l’Islanda e l’Africa, il numero 7 che mi ricorda che ci si può dedicare una vita intera alle passioni, Peaky Blinders e Vikings, la mia Albania, perdermi tra le Chiese e i vicoli di Napoli, l’orgoglio che ci metto nel dire che sono del Sud, il giradischi che ho comprato lavorando per qualche mese ad Amnesty International e la mia (ancora piccola) collezione di vinili.